Sguardi

Sfocati, un po’ distratti, danzanti tra affanni quotidiani e smanie di cielo.
Decentrati, imperfetti, canzonati da ragazzini, mai risolti. Immobili nelle paludi di dubbi e mobili nelle tappe di vite non vissute.
Avrei tanto voluto che.
Non ho fatto in modo che.
Macerie o resti?
Archeologia o ecomostri?
Ma abbiamo l’anima antica che spinge gli occhi oltre il disincanto, adduce stupore bambino e silenzio fecondo di immagini tenute per sè, sbirciate, accennate, sfocate come noi.
Sguardi distratti, sguardami adesso,
Dentro e intorno, che siano nubi o stelle, che siano lampi o frecce.

Un mese

Per i miei donatori, a un mese dal retrapianto
Per ogni vita inciampata ed evaporata, per ogni volta aspettata e pregata, per te, che non te lo aspettavi, e hai lasciato la scena più bella, sul più bello.


Per me, che non me lo aspettavo nemmeno io e per entrambi, per tutti i morti che abbiamo avuto negli occhi nelle ultime settimane


Per il tuo respiro infinito che non mi era mai stato permesso
Per la mia pena, per il vuoto nero e senza fine che ne è il prezzo.
Per chi ha deciso che un tuo pezzo di carne si rivolgesse in vita e per tutti noi, dannati ad amare questa vita


Grazie
Per ogni dolore immolato a noi stessi, per ogni fatica e scoramento, miei donatori, sarete in ogni muscolo, in ogni speranza


Per ogni vostro amato io sopporto ogni indicibile supplizio, che arrivi ai loro cuori come miele profumato e che le nostre mani si intreccino nel vento, ogni volta che lo sentiremo necessario

Il paradiso degli utopisti

Grazie a Payrick e Simona che portano Guardami adesso fino al rifugio Genova, sulle Alpi Marittime.


Voglio ancora ringraziare chi crede, soatiene e partecipa al progetto.


Perché Guardami adesso è questo, e basta.
Non un’ associazione, tanto meno una società o una organizzazione gerarchica e rigida.


È un progetto.
Ci autofinanziamo, e se organizziamo un trekking, un cammino o una impresa grande, per mezzi e obiettivi, come quella di Capanna Margherita, è stato, è, e sarà sempre, a totale scopo benefico verso gli enti che ogni volta scegliamo.


Per questo forse, non tutti restano. Per questo, forse, si deludono le aspettative di qualcuno.
Eh, ma cosa ci guadagni? Mi chiedono spesso.
Nulla: in termini puramente di profitto siamo tutti con le tasche alleggerite.


Ma, almeno parlo per me, alleggeriti appunto: leggeri.
Ricchi di risate, di occhi pieni di meraviglia a panorami nuovi, che mai si poteva sperare di raggiungere.
Ricchi di ” ce l’ho fatta “, di impegno che significa dare valore alle promesse, alla propria vita, al proprio, spesso complicato, passato.


Perciò, proprio perché un progetto getta, credo, luce verso il futuro, c’è posto per tutti. Utopisti, rinati, generosi di tempo e di vita, entusiasti.


Perché ognuno di noi credo, ha affrontato qualche angolo buio e ora abbia proprio voglia di dire: Guardami adesso.