L’eviscerata

Sono l’intoccabile, l’eviscerata.
Cercata e rinnegata
Elogiata in pubblico e ignorata, come donna di strada, cerco qui di esistere come sagoma di cartone a celare il sangue, le vene, la carne rattoppata.
Lancio grida da altoparlanti muti, inseguo luci che altro non fanno se non creare ombre laddove una volta splendeva uno sguardo.
Annaspo leggera in paludi di anemoni.
Anonima, a scandire il mio nome ai distratti, ai fuggevoli, ai viaggiatori e agli stanziali crepati di rinunce.
Evaporata, eppure dicono di avermi tra le mani. Sostanza.
Densa che cerca di essere acqua.
Piombo che sogna di essere glitter.