Il libretto delle distruzioni

Come distruggere un amore:
Non fare nulla, un amore si costruisce e si distrugge da sè. Diffidare delle pozioni e delle ricette e dei consigli buoni per tutti e dei mantra e degli stratagemmi.
Un amore si trasforma, muta e fluttua come gli pare.
Resta o scappa, scivola dalle mani, parte, si aggancia a un lembo della gonna e si porta in giro, distrattamente, o con cura e stupore, come tenere un cucciolo in braccio.
Dipende dal vento.
Dipende sempre, dal vento.
Come si distrugge un’amicizia:
A colpi di aspettative, alimentate a soffiate di ego. A fucilate di critiche non dette, a botte di incomprensioni taciute.
Si distrugge, si bombarda, si disperde in milioni di pezzi.
Ma ne bastano solo due, di frammenti. Sopravvissuti, resistenti, per ricostruire una montagna.
Come distruggere se stessi:
Basta un niente.
Uno specchio sincero, onestà e memoria.
Perché tutti, tutti abbiamo ombre, errori, cattiverie, bassezze da imputarci e condannarci.
Ma poi, basta ascoltare. E sentire la promessa di gratitudine che abbiamo per essere qui.
Successivamente, utilizzare quello specchio per guardare nel profondo nelle nostre pupille.
Lo giuro, funziona.
Prima ci si perde nei contorni, poi si scoprono sorprese nei colori inaspettati delle nostre iridi.
È divertente.
In seguito, attendendo un minuto o due, ci si trova.
Sempre.
È spaventevole, si vorrebbe distogliere lo sguardo ma si resta incastonati lì, con sè.
È un cono che corre lungo il centro della terra e al contempo mare aperto. Terra e acqua insieme.
La profondità spaventa, fino a che non ci si scopre nuotatori.

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