Un anniversario

Oggi, due anni fa, se ne andava Marco Menegus.

È stato per me uno strappo a un’ amicizia preziosa e necessaria, capace di far rialzare la testa nei momenti bui e di condividere conquiste e traguardi.

Spesso i traguardi di Marco erano vette raggiunte. La più importante, l’ultima, al Colle del Lys, sul massiccio del Monte Rosa, nell’aprile del 2018.

Salutarlo per l’ultima volta in terapia intensiva mi ha fatto conoscere il buio e allora, per ricordarlo, mi sembra doverosa una ricerca della luce.

Su, in alto, in vetta, per quanto considerata non alta, non difficoltosa, non impegnativa.

Ma ogni salita e ogni cima è una salita anche dentro se stessi.

E allora l’insegnamento che ne traggo oggi è sentire, più che vedere.

Sentire cinguettii senza vedere voli spettacolari, sentire la pace interiore anche in oeriodo caotico in cui tutto viene messo in discussione.

A te Marco, al volo muto degli uccelli, al loro canto invisibile

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